L’ e-commerce del 2020 sarà un punto di svolta.

L’edizione 2020 del report di Casaleggio Associati uscito qualche giorno fa, ci dice che l’anno in corso segnerà il futuro dell’e-commerce. Il Coronavirus ha, da una parte, accelerato la diffusione e l’utilizzo dei siti di e-commerce, dall’altra stravolto alcuni settori merceologici. Ecco quindi che mercati storicamente primi in classifica come il turismo scendono per la prima volta, mentre altri come l’alimentare vedranno crescite a tre cifre.

Il 2020 è l’anno in cui tutti gli italiani scoprono la possibilità di acquistare online. Gli operatori che sapranno interpretare questo momento potranno raccogliere nuovi clienti da fidelizzare nel tempo. Il 2020 sarà anche l’anno in cui molti esercenti apriranno il canale online inizialmente per poter smaltire il magazzino dei negozi chiusi, ma in seguito per poter competere in un nuovo spazio di domanda che si sta creando: l’acquisto online anche da parte dei negozi locali.

A sconvolgere ancora di più tutti gli amanti dei numeri e delle statistiche, la notizia annunciata da Mark Zuckerberg: Facebook e tutti i canali appartenenti al gruppo (Instagram, Whatsapp, Messenger) lanceranno la funzione Shops, strumenti pensati dalla società di Menlo Park per aiutare le piccole attività in questo momento storico/economico così difficile.

Il futuro dell’e-commerce diviso tra social shop e acquisti online

Ad oggi circa il 50% del fatturato delle Aziende che vendono tramite e-commerce deriva dal sito web di proprietà, mentre l’8% degli acquisti sono effettuati sui social. È facile pensare come quest’ultimo dato sarà destinato a crescere esponenzialmente nel corso dei prossimi mesi.

Grazie a Facebook Shop, piccoli Brand e negozi di quartiere, soggetti che mai avrebbero probabilmente pensato di approcciare al mondo dell’e-commerce, avranno la possibilità di implementare le loro vendite grazie all’online: basterà avere una pagina Facebook o un account Instagram.

Complice il momento storico, una nuova fascia di popolazione si avvicinerà all’acquisto online. Un target certamente “digital” (con account Facebook o Instagram), ma magari poco affine alle dinamiche del social commerce. Un target quindi che andrà incoraggiato, rassicurato e sostenuto per tutto il processo di vendita.

Molto probabilmente i punti vendita fisici registreranno (almeno nel breve periodo ) un minor afflusso di clienti, ma non dovranno essere trascurati nella definizione dei canali distributivi (per esempio acquista on line e ritira in negozio). Dovrà cambiare il modo di gestire e vedere i social network, da piattaforme di significato e servizi a vetrina di prodotti commerciali con lo scopo di generare fatturato. Per creare dinamicità all’interno delle pagine social e per non essere troppo autoreferenziali o commerciali, i brand potrebbero inventarsi delle nuove iniziative per coinvolgere direttamente i loro clienti i quali potrebbero essere maggiormente portati a rivestire il ruolo di ambassador, trovandosi nella loro “confort zone”.

Da non sottovalutare poi il fenomeno degli influencer e microinfluencer. Saranno disponibili infatti sia su Facebook che su Instagram delle funzioni appositamente studiate per il Live Shopping con cui le Aziende potranno taggare i propri prodotti da Facebook Shop o Instagram Shop prima di organizzare una diretta streaming. In questo modo una volta on air gli stessi compariranno nella parte inferiore dello schermo e gli utenti potranno ricevere più informazioni a riguardo o procedere con l’acquisto.

Il Live Shopping, una sorta di erede moderno delle televendite, siamo sicuri che sarà tra i trend di consumo del post-pandemia.

Fonti: Casaleggio Associati — Il Sole 24 Ore

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